
To MESSER LEFTY-SAN
[poscia propria salvatione da demoniaca peste da parte de lo barista dal greco accento l’autore dedica in lode et ringratiamentoi]
Mio signore che mi servi da bere
io non so quale mano t’ha guidato
quando la più notturna di mie sere
in fondo a buia sala m’hai cercato:
ebbi per te parole assai severe
e acido- lo ammetto- sono stato
ma qui non scherzo, sono cose vere:
dalla peste quel dì tu m’hai salvato.
Niuno ebbe per me siffatte usanze
niuno mai fu così gentile e prode
con me bimbo smarrito nelle stanze
dove spesso ruscellano le brode.
L’accetterai con molta riluttanza,
ma t’ho eletto angelo custode.
SONETTO "VOTA PER ME"
[ove l'autore invita con parole e linkamenti a votarlo per concorso online di bellezza-fugace virtù- a cui non tiene e che non detiene]
Mo’ come miss italia mi paleso
e sfogo qui le mi’ grandi cazzate.
Ai concorsi non dono molto peso
purchè abbiate di me grande pietate
non mi sono un Gesù d’amore acceso
né pia sorella, né io sono un frate:
sopra abisso di frasi sto sospeso
con occhi vuoti e labbra screpolate.
Non sono Gretel, nemmeno Mata Hari
e neppure sono Emma Bovary.
Non so guidare, non ho la Ferrari,
quando piove io mi muovo col tassì.
Però potreste voi… forse… magari
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