Mia zia Gothika. La prima parola che ho letto (avevo 4 anni) era CURE. Io e mia zia passeggiavamo per Firenze e io, guardando un cartello con l'indicazione di una nota zona di Firenze (Le Cure) riconobbi le 4 lettere che comparivano su tutti i suoi 45 giri. Mia zia aveva capelli corvini, se li pettinava per tre ore prima di uscire. Si vestiva sempre di nero, un centinaio di braccialetti di caucciù ai polsi, il trucco da Cleopatra. Quando cercava di farmi addormentare metteva su Charlotte Sometimes. Mia zia era una ragazzina gotica quando io avevo 4 anni. Giocavo sempre con Robert, il suo posacenere a forma di teschio. Quando acompii 5 anni mi regalò un bellissimo modellino di scheletro ornato di piccole rose secche. Il pomeriggio, in salotto, mia zia riceveva i suoi amici (tutti artisti: cantanti, pittori, scultori uderground): un whiski, una canna (inconfondibile l'odore di marijuana: lo riconobbi subito quando me ne feci una per la prima volta, associando quell'odore all'infanzia e a lei) e poi tutti questi darkettoni, freakettoni, protopunk che mi vezzeggiavano, mi dipingevano la faccia con i cosmetici. Mia zia aveva una collezione di Barbie decapitate. Mia zia adorava Mercoledì della famiglia Addams. Una volta mi ricoprì di ketchup e mi disse di non muovermi. A mia nonna venne un colpo quando, tornando, le disse che mi aveva ucciso in un raptus di follia. "VAFFANTASCA PAOLINA!!!" Gridò mia nonna quando scoppiammo a ridere. Mia nonna era in terrazza, faceva le bolle di sapone. Mia zia mi teneva in braccio. "Guarda le bolle, Marco" mi disse "dentro c'è tutto il mondo che si riflette solo per te". Adesso mia zia lavora in banca, si ricorda appena di quegli anni. Spero che un giorno mi regali la sua preziosissima collezione di vinili. C'è roba che vale un casino. Affettivamente parlando.

Ovviamente ansiosi fumati scapestrati, ci perdiamo nell'arrivare fra le campagne toscane. Centocinquanta persone in una villa con piscina che sembra quella dello spot Gancia degli anni 80. Saluto: la festeggiata che è già alticcia, una coppia di giovani perenni fidanzati, la madre, il fidanzato, circa 5 persone di cui non ricordo il nome, altre dieci di cui ignoro l'esistenza. Dare un bacio ad un quarantenne schifoso azzeccato alla ganza e dirgli: "Ciao amore, sono contento di vederti". Ci fiondiamo su ciò che resta del buffet. Servirsi dei piatti solo per la pasta e usare le posate degli altri dopo averle sciacquate in un bicchiere di champagne lasciato incustodito. Bere lo champagne con la cannuccia, infilandosela nel naso. Dopo il sedicesimo bicchiere la festa prende corpo. Una vecchia cariatide vuol ballare la macarena. Attaccarle una bomboniera sul fondoschiena. C'è il classico bambino stronzo che scoppia i palloncini facendomi sobbalzare. Prendiamo una bottiglia e ce la sgrufiamo in un angolo buio. "E tua moglie come sta?", "E' morta". "E quella gran troia che ti scopavi?", "E' diventata mia moglie". Altro raid al buffet: ficcare la mano nella panna, leccarla accuratamente. Karaoke: canto così intensamente 'Pensiero stupendo' che una cassa salta producendo uno sgradevole odore di bruciato. Rimango solo sul palco. "Ehy, raga, ci sono un sacco di cose che posso fare con un microfono spento!" Prima di andar via mettere la panna rimasta sui capelli di chi si è incautamente addormentato sulle sedie a sdraio intorno alla piscina.