Il mio pusher non è affatto attraente, anzi. Si aggira intorno ai centocinquanta chili per un metro e cinquanta di altezza. Io e lui abbiamo un linguaggio in codice. "Ti interessano dei fumetti?"- significa che ha a disposizione un cargo di sostanze illegali che necessitano di essere rivendute. In realtà lui non è nemmeno un pusher professionista, ma un meccanico. Un gruppo di marocchini è entrato nella sua officina chiedendogli di cambiare il motore ad una macchina incidentata. Non avevano denaro per pagare e hanno saldato il conto con prodotti attualmente vietati dalla legge. "Sì, mi interessano eccome. Però voglio la prima serie completa, dall'1 al 100"- significa che ho disponibilità d'acquisto fino a 100 euro. Un euro a numero, mi sembra abbastanza equo come prezzo. Soprattutto per un manga capace di far volare la mente verso approdi di mistero. Servizio di consegna a domicilio. Mi porta 2 ovini kinder incellophanati. Provo sempre un brivido prima che arrivi, mi sento sempre come Laura Antonelli alla vigilia del suo arresto. L'adrenalina è una droga naturale i cui effetti collaterali sono ridotti. Da precisare: non conosco il linguaggio tecnico. Distinguo fra erba e altro. Il mio criterio di distinzione è il colore. Se è verde è erba, se è marrone è fumo. Ma non conosco affatto le gradazioni di colore, non so che differenza passi fra marocchino, libanese, sputnick, polline, nero, cioccolato. Sono fortunato se riesco a non fumarmi un cioccolatino Lindt. Il mio spacciatore non fuma. Ma si intende di prezzi di mercato e mi assicura un buon affare. Essendo di famiglia, lascia direttamente un messaggio a mia madre. "Dica a Marco che stasera gli porto una v ideocassetta con un concerto di Raffaella Carrà". Adesso ho due ovetti kinder belli grossi nascosti in casa. E mia madre che vuol vedere Santa Raffa. Stamattina mi ha chiesto se canta ancora "Ballo Ballo". Dormicchiavo sul divano. Le ho risposto che sì, sballo sballo la canta ancora.
I tredici modelli statuari tutti uguali di nome Charlie mi guardano. Il barista con il panciotto di cavallino fuxia mi guarda. Anche il ciccione con la maglietta pistacchio e il boa violaceo mi guarda. Ulay mi guarda preoccupato. Juliano mi guarda incazzato. Nel locale sembra non esserci nessuno tranne loro, nonostante la voce remixata di Jimmy Sommerville faccia presupporre un pubblico dancereccio di maschi promiscui a petto nudo, i jeans attillati e la maglietta legata in vita. C’è come un occhio di bue che circonda quell’angolo del bancone del Replay Cafè dove io siedo momentaneamente cianotico su uno sgabello, circondato da strani personaggi che temono per una mia overdose di droga mnemonica. Ricordare, qui ad Amsterdam può essere fatale. Azione delittuosa: vige il regime del dimenticarsi e del rigenerarsi in altra forma, in altri umani accampamenti. Ogni guida segnala quest’usanza cittadina.
Dal mio stomaco proviene come un ribollire di meteore giganti perse in uno spazio sovrumano. Come una spugna disidratata che succhia via le tossine dal mio sangue, un aspirapolvere intercorporale che spazza ripetutamente la neurosi sconquassante sviluppatasi dentro la mia materia grigia. Un drenaggio improvviso per il mio sangue che scorreva velocemente dietro ai battiti cardiaci portando dentro l’organismo un vento capace di scuotere il ricordo. Anche il mio sperma sembra rilassarsi e freddarsi lentamente come lava appena fuoriuscita che si solidifica pian piano. Forse ho vomitato o sanguinato, forse ho avuto una polluzione dentro le mie mutande. Ma gli occhi di Ulay come canne di fucile adesso svaniscono e non ne afferro il vero significato. Non è più un panico corporeo, un’ubriacatura d’occhi molto erotici. Qualcuno dice che un po’ d’aria non potrà farmi altro che bene. Sono sul marciapiede davanti al Replay Cafè, adesso, ho fatto bene ad assicurarmi le prestazioni di un accompagnatore ciccione e sudaticcio che all’occorrenza può servire da infermiere e body-guard. Dopotutto sono un signorino solo in vacanza ad Amsterdam. Le gambe allungate sopra l’impiantito, la mia testa di traverso appoggiata quasi sulla spalla, inizio a sentirmi molto meglio mentre il ciccione con la maglietta verde stimola la mia reattività chiedendomi informazioni sulla mia salute e il mio passato. No, non avevo mai sofferto di simili scompensi, no, non credo sia il caso di farsi vedere da un dottore. Sì, ti pago proprio per aver cura della mia persona ma tu non devi intrometterti troppo nelle mie connessioni neuronali. Preferisco tu rimanga nella tua posizione di accompagnatore, anche se ieri sera ho insistito per praticarti del sesso orale. Non sono solito fare queste cose ma la solitudine si amplifica in proporzione alla grandezza sperduta di questa città. Necessitavo un contatto labiale col tuo sudore, evidentemente, e non prenderla come un fattore personale. Sii professionale, sicuramente ti sarà successo più di una volta di portare in giro dei professori sfigatelli con gli occhiali smaniosi di incontrare bei ragazzi, che poi si sentono male in uno dei locali della gay-area ad Amsterdam. Sì, mi piace Ulay. Credo di aver intravisto qualcosa di smanioso nei suoi occhi, credo che i suoi occhi siano la droga più raffinata e ricercata di tutto il centro cittadino. E, per favore, non stressarmi con una finta gelosia, non ne sento proprio il bisogno. Ecco, sii professionale, prendimi sottobraccio e riaccompagnami all’interno. E mentre io cerco di passare una buona serata al Replay Cafè tu vai in giro alla ricerca della mia borsetta. È quella color lilla con le perline di smeraldo finto. Credo di averla lasciata sulla sedia accanto alla mia quando ho ordinato lo space-tea con funghetto allucinogeno a forma di limone. Lo so, non è proprio la borsetta che ci si aspetta da un professore sfigatello d’archivistica madonnara, ma si intonava con i lacci verde acido dei miei anfibi. Mi raccomando, trovala. E poi aprila e cerca dentro quel tubetto di pasticche del Re Luna che ho comprato stamattina allo smart shop. Lo so, sono classificabili come droga anche quelle ma voglio un alito che sia fresco e pronto per un bacio. Voglio una mascolinità attraente che possa coadiuvarmi in questa notte, che mi possa assicurare un corpo giovane nel letto almeno per stasera. Le avvertenze definiscono il prodotto come una “fresca, rigenerante carica di energia che provoca euforia e stimola i ferormoni e l’autostima”. Me ne fotto delle avvertenze. E ricordati che quando spendo i miei soldi mi aspetto di godermeli fino in fondo e senza avere grane.