
Quando siamo stati in crociera sul Titanic
io sinceramente mi sono divertito. Non so
se ti ricordi quei buffet e le sculture
di iceberg a forma di cigno o di gazzella.
Le escursioni a terra iniziavano un po' presto
e noi eravamo assonnati, all'uscita della discoteca
facevamo un amore di sorrisi e larghi abbracci
nella toilet accanto all'ucita del teatro
solamente per il gusto di poter essere
scoperti. Quando siamo stati a Mykonos
guardavamo sempre in basso, come se tutto intorno
fosse una marachella e la vedova che sedeva
insieme a noi al primo turno della cena
non capiva come mai i ragazzi di quel posto
avessero tutti l'anello sul capezzolo.
Ma noi lo sapevamo bene. Ricordi anche tu
quella scialuppa bianca e quel brasiliano strano
con le scarpe color becco d'oca e i capelli
legati insieme da un nastrino di velluto rosso
che uscì in ciabatte e salì insieme a noi?
Mangiammo aringhe nei porti norvegesi
e seguimmo tutti i marinai nel porto d'Amsterdam
per sapere quanto Brail avesse ragione su di loro.
Per colpa dell'incidente col ghiacciolo
perdemmo il concerto di Raffaella, il suo ultimo
concerto al Central Park di New York.
Ma avemmo fortuna, anche nel disastro.
C'è una vecchia storiella zen che narra
di un poveraccio inseguito da un leone
che cade nel dirupo e s'aggrappa a una radice
che, si scopre poi, è un cespuglio da cui pende
una fragola bellissima. E lui la guarda e dice
"che bella fragola" e la storia poi finisce lì.
Non l'abbiamo mai capita fino al giorno in cui
dopo l'incidente, vedemmo DiCaprio affogare
miseramente, surgelato come un bastoncino Findus.
Allora applaudimmo e stappammo lo champagne,
ormai non ci importava piùdella Carrà,
quel giorno c'eravamo divertiti
già abbastanza.
Oh, caro Nick! Il migliore capodanno l'ho passato nella sua casa sull'Appennino toscano. Una festa di 24 ore esatte, una veglia ad ampio tasso alcolico, letture di poesie e rap intorno al fuoco. Nick, studente di giurisprudenza molto fuoricorso. Nick che cerca di sbarcare il lunario in tutti i modi. Dalla cronaca sportiva per i giornali calcistici alla vendita dei suoi appunti universitari al Cepu. Sono in zona. Passo da casa sua. A Firenze. Non è lontano. Sarà a casa sicuramente. A fingere di studiare. "Disturbo?". "No, no, c'ho gente ma entra pure". Il suo salotto è spartano. Faccio il mio ingresso con i capelli fuori posto, di solito mi sposto col motorino e il casco mi rovina l'acconciatura. Nick è seduto. Sulla poltrona accanto a lui c'è un tipo che conosco. Avrà una quarantina d'anni, credo. Però l'ho già visto da qualche parte. Forse a qualche lettura di poesie noiosissima o al convegno sulla fine del post-moderno. Ci presenta. Ha una voce familiare. "Mi scusi, ma noi ci conosciamo?", chiedo. No, almeno che lui sappia. Eppure io 'sto tipo l'ho già visto. E, insomma, proprio non mi viene in mente. E' una di quelle facce che non riesci ad associare bene ad un nome. Ma sicuramente frequentiamo lo stesso ambiente, mi dico. Un caffè, due parole sul freddo. Non ci sono più le mezze stagioni. "Allora Nick, noi ci vediamo fra due giorni e andiamo laggiù, ok?" Saluti. Egli lascia l'appartamento. "Nickolino bello, senti, io quel tipo l'ho già visto. Chi è?"
" E' quello che mi darà finalmente i soldi per pagarti il debito".
"Ah sì? L'avevo pensato che era un mafioso"
"Non è un mafioso, Marchino. E' un produttore"
"E che produce?"
"Film"
Rido.
"E da te cosa vorrebbe, scusa? Ti sei cacciato in un'altra bega come quando facesti un provino con Alessio Sundas e lui ti incastrò chiedendoti dieci milioni per un book fotografico?"
"No, scherzi? Questo fa sul serio. Mi ha già dato un anticipo per usare quindici giorni la casa in montagna come location per un film"
"Wow! Un sequel dei Morti viventi?"
"No". Nick guarda in terra. Non sembra avere intenzione di dirmelo. "E' un film di un certo Lukas Kazan".
"..."
Sono interdetto, basito. Come ho fatto a non riconoscerlo? Se sommassi il tempo che ho passato in sua adorazione (o meglio, in adorazione del suo dilatato corpo) arriverei a contare un mese di estasi orgasmica. Mi rendo in quel momento conto di avere appena stretto la mano a Pietro Cattani. Ma era vestito, non potevo riconoscerlo con quegli orrendi occhiali da vista e quel doppiopetto da venditore di polizze. Il seguito di Out in Tuscany sarà girato nella casa in montagna di Nick.
"Ok Marco. Ma non dirlo a mia madre. Non ne sa nulla".
(To be continued)
(This is not fiction)