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27/04/2005

DAL DIARIO EROTICO PICCOLO

che vacilla::: che è instabile: che::: "il malumore resta stanco e statico stagnante nello scarico e scrocchia le nocche come un gigante pronto e deciso e sorridente mentre ti schiaccia completamente la persona con un dito"::: 

che non si regge in piedi::: che è come un fantasista in bilico sulla roteante palla colorata azzurra e verde che rotola in un vuoto stradale e metastellare attraverso una spiaggia di bagnanti in tanga e bichini::: che le divinità non andrebbero toccate: che scherza coi fanti e lascia stare i santi: che gli amanti vanno sempre nascosti dentro gli armadi: que dolor un hombre es en el armario: che sudore: che sudario: che diario di aria nell'aurora: la mi lavadora: la tu lavadora: e mentre te ne stai pragmatico in un silenzio di cellulare che non squilla

io nel mio infinito Bisenzio alla tua voce vo comparandomi con un pesce che nulla nuota all'interno del suo privato mare di boccia rotonda di vetro di Murano: che un goldfish vinto alla fiera deformato nella plastica debole del sacchettino vinto al luna park nulla nuota:::

:::paranoia mon amour:::

tu te ne stai felice nel tuo armadio con la tua maschera di pelle e il completo sadomaso con un passamontagna zebrato e mille zip che il tessuto frastagliato ricuce con punti di metallo e fibbie tempestate di diamanti:

:::io sono tua moglie e una fedele lavatrice: una lavoratrice a tempo pieno: un sereno pasto cucinato con il Bimby: con il frullatore più elettrico e sintetico che affetta sminuzza impasta e frigge: che condisce sbuzza frulla e rolla: e macella ancora più velocemente di quanto tu riesci a dirlo:::

se nulla ti soddisfa e nulla ti diverte più ecco allora il robot dotato di luci psichedeliche atto all'intrattenimento dei bambini più buoni dell'universo terreno::: di plastica: di plastica: Oh, O-o: rock & roll robot : io ti amo io ti cerco io ti chiamo::: Oh O-o rock & roll robot:::

voulez-vous a rendez-vous tomorrow? Io troia come una casalinga che durante il pomeriggio frusta uomini affaristi senza scrupoli rivenditori di gioielli olandesi e tutto il vicinato intero::: mi mi dispero e casalingo uccido:

il tempo che non è mai accaduto non potrà essere rimpianto

postato da: atarax7 alle ore 18:33 | link | commenti (22)
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22/04/2005

Di questo periodo tutte le domestiche sono impegnate nel cambio degli armadi. Per tutto il giorno svuotano cassetti, frugano bauli, spolverano ante e ricoprono il fondo con variopinti sacchettini di naftalina. Osservo la tata che sta impilando sul letto i calzini invernali multicolori per riporli nelle scatole invernali. Mi incuriosisce il baule colore amarena che la tata sta aprendo in questo momento. Basta far scattare la serratura e … magia! Totnano fuori tutti i miei balocchi di quando ero un bambino piccolo. “Tata, ma allora non era vero che l’anonima sarda gli aveva rapiti e la mamma non aveva abbastanza soldi per pagare il riscatto!” Esclamo al colmo della gioia mentre li prendo in mano uno per uno: il coccolino biancovinto con i punti dell’ammorbidente, l’orso Baluba col pelo marrone e il panciotto rosso da domatore da circo, l’orsetto col bavaglino che quando gli premi la pancia fa un fischio, la rana Risina tessuta dalla nonna con della stoffa scozzese, scampolo di un kilt mai messo di mia madre, accuratamente riempita di riso, con i suoi occhi posticci ancora al loro posto. Rimango interdetto quando osservo Billy. Billy era il mio cane giallo (più bianco sporco che giallo), non me ne separavo mai, una volta lo persi al ristorante in montagna e la mia mamma dovette guidare nuovamente al locale per riprenderlo perché non la volevo smettere di piangere. Al posto degli occhi di Billy ci sono due spilloni con la capocchia nera. Uno è in mezzo alla fronte. Due sui piedi e due sulle mani. E uno infilza un nastro rosso all’altezza del cuore. “Tata, perché Billy ha la bua?” chiedo. “No, non è la bua” mi sorride serena la tata “è stata la mamma che ha messo questi spilli perché tu possa sempre rimanere bambino, come Peter Pan e nulla di male possa accaderti”. Prende in mano Billy e indicando le parti del suo corpo di pezza, mi spiega: “Qui sulla fronte c’è la ghiandola epineale. La mamma l’ha trafitta affichè non ti vengano strane in testa. Gli occhi sono cuciti perché tu non possa vedere nessuno all’infuori di lei. La bocca è per impedirti di dire cose di cui poi potresti pentirtene. Le mani solo fermate perché altrimenti tu potresti fare del male alla tua mamma. E i piedi sono ben appuntati al suolo di modo che tu non decida di andartene e di lasciarla sola… Perché non vuoi lasciarla sola, vero?” Scuoto il capo in segno di diniego. “E quello spillo grande sul cuore?” La tata sorride nuovamente. Quello è ciò che ti lega a lei per sempre. Hai visto quel laccio rosso? E’ un nastrino fatto dal lenzuolo dove ti ha partorito. Era impregnato di sangue”.

postato da: atarax7 alle ore 06:20 | link | commenti (33)
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