
(per Mau)
KIM CRANES - Bette Davi's Eyes
"Dunque, che ne pensate delle mie frittelle?"
"Non riesco proprio a capire come mai quel frocio debba continuamente vantarsi della sua cucina" mormora qualcuno dal fondo della tavola. "Lascialo parlare, su, si crede una casalinga disperata, gli avrà sicuramente fatto male un'overdose di tivù stamattina..." ... "Io credo che si tratti di egocentrismo, ci si può aspettare di tutto da un tipo come lui... assolutamente inaffidabile... ehi, Agenore, passami lo zucchero a velo..." Piccarda adora le mie frittelle. Ne mangerebbe a chili. E anche il resto della tavolata sembra gradire. Ci sono modi misteriosi che noi generosi usiamo per dorare le inutili vite di questi quattro sciamannati venuti apposta a casa mia per rimpinzarsi col frutto delle ore che passo ai fornelli. E' per questo che propongo loro di passare in salotto per il caffè. Circa trenta minuti dopo: Agenore, quarantenne noioso e occhialuto professore è in ginocchio sul pavimento, cerca di fischiettare una tarantella nelle orecchie del mio gatto. L'architetto, invece, gay e convintissimo del valore del dialogo ha preso la mano del timido barista in libera uscita e l'ha appoggiata sul proprio pacco. Il ballerino strabico che si crede un'etoile di prima grandezza ma che per campare vende mutande in un negozio di periferia sta compiendo una doppia capriola sul mio tappeto. Ha le mutande in testa e la camicia annodata in vita. Solo Piccarda mi cerca con lo sguardo mentre cambia il disco e Janis Joplin inizia a cantare Summertime. "Che cosa ci hai messo, nelle frittelle, stavolta?" Domanda legittima? "Beh, tu non ci crederai ma l'impasto è quello della Buitoni". "Ah, si? E come lo lavori?" chiede dubbiosa. "Beh, ci aggiungi acqua e burro fuso, impasti tutto e friggi! Ti dirò qual'è il mio segreto: quando fai sciogliere il burro nel pentolino devi avere l'accortezza di farci cadere appena un'unghia di hashish di quello buono, si squaglia subito..."