Riprendere a scrivere dopo una lunga pausa di inattività è un passaggio mentale obbligatorio, tipico di settembre, quel mese che arriva senza essere invitato e che ti costringe ad alzarti dal tuo asciugamano, ti costringere a tendere i muscoli, flettere la flaccida ciccia di pancia, guardarti intorno dopo aver tolto gli occhiali da sole ed accorgerti che sulla spiaggia ci sei rimasto solo tu, hanno chiuso gli ombrelloni, rimesso a posto le sdraio e anche il sole si avvia a sciogliersi rossastro e a cadere in mare, sprofondando in letargo per chissà quanto tempo...///... Anna doveva essere eletta miss trans 2005. Fanculo i concorsi del gay pride, fanculo Dolcenera che canta insieme alla Bertè, fanculo Platinette che si presenta orrenda e struccata e orrendamente priva di parrucca, immensa in una vestaglia a fiorellini stampati di quella che usano le nonne quando stanno a prendere il fresco sul balcone. Platinette è calva. Anna invece assomiglia a Maria Luigia Redoli. Una circe uscita da Wonderland. Il suo biondo platino risplende sulla spiaggia dei ragazzi e tutti la salutano e lei ricambia alzando la mano e scuotendola con un sorriso, dietro ai suoi occhiali Dior, fasciata nel suo chicchissimo costume bianco intero che sembra quello di Liz Taylor in Improvvisamente l'estate scorsa...///... -Cosa hai fatto durante le vacanze?
-Nulla di che, situazione tranqui. Non volevo nemmeno andare al mare quest'estate.
-Poi hai cambiato idea?
-Poi mi sono detto: ok, non va, non scrivo, non ci riesco anche se vorrei, tutto mi sembra privo di senso, andiamo alla ricerca di qualcosa che abbia un senso.
-E il senso l'hai trovato?
-Il senso è perdere il senso una volta che lo conosci e poi ritrovarlo mutato nella stessa posizione di partenza al tuo arrivo. Il senso non è la meta, il senso è il viaggio.
///.../// arriviamo sulla spiaggia, stendiamo i teli e fissiamo un lenzuolo su quattro pali di legno, quei legni che porta la marea sulla sabbia la mattina e lei è già lì, stesa su un telo rosso fuoco già circondata dalla meglio gioventù che nemmeno Sebastiane Venable e ti saluta e ti chiede come stai e poi apre il portarossetto nero ricoperto di perline e paillettes rosse e verdi e dice "serviti pure"...///...Massimo dice che legge il tuo blog. "Io mi vergogno se ci penso. Bloggare è fare un collage di idee ancora avvolte nel cellophane. Massimo è bravo, io sono una mezzasega. Ma va bene così. Esiste lo stilnovo ed esiste il pulp. Lui, se lo conosco bene, direbbe che la terra regge il suo peso su disordinate convivenze" ...///...-E poi? Hai fatto pace con Piccarda?
-Ci siamo svaccati di brutto. Hai presente dopo l'Aurelia quel videonoleggio? No, non il blockbuster, io nei blockbuster soffro di crisi anticapitalistiche. Dico il videonoleggio che funziona come un bancomat. Infili la tessera prepagata, scegli il film e questo esce da una fessura automatica. I film dell'orrore visti sotto effetto sembrano delle sfilate di moda di stilisti neuropatici. Assolutamente favoloso...///... "Il ritorno dei morti viventi? Ecco, fai conto che gli zombie si coalizzano in una specie di sindacato e poi questa associazione sfocia in un partito rivoluzionario, in una lotta armata contro i viventi che sfruttano gli zombie, insomma, una rivolta bolscevica di cadaveri contro il male del capitale...////...
-C'è ancora un po' di sole
-Wake me up when september ends
Cari tutti voi cui scrivo,
sono ancora al mare, difficilissimo che mi connetta e ancor più difficile che risponda, per ora, alle vostre email. Consideratemi rapito a scopo d'estorsione almeno fino ai primi di settembre. Ho intenzione di godermela. Sono in una fase abbastanza positiva, spesso le idee mi vengono spontaneamente. Ho avuto molta fortuna. Sulla spiaggia, mentre una signorilissima trans mi offriva champagne dolce in un bicchiere di baccarat per brindare al ferragosto e al futuro, ho guardato attraverso il fumo della "sigaretta" e ho visto la giovane democrazia di corpi che marciava verso un traguardo lungo la linea del mare. Ogni ragazzo è diventato un ideale, ogni pensiero che fuoriusciva labialmente da me sembrava attorcigliarsi lungo una spira rotonda e morbida. Dopo tutto io credo che la felicità sia un diritto.