perdonami se non ti ho risposto prima. Non ho potuto nemmeno rispondere al tuo sms. E, pensa un po', per tutta la serata, in libreria, ho maledetto quello stronzo che aveva lasciato il cellulare acceso, senza accorgermi che il tremendo trillo richiamante l'attenzione generale proveniva proprio dalla mia borsa. Dunque, i nervi vanno come vanno sempre: alti e bassi, grassi e magri, sotto gli influssi di saturno oppure di marte. Le ossa ci sono ancora anche se non si intravedono più a causa dell'eccesso lipidico. Come sai i grassi servono sia per proteggere sia per nascondere. Ci sono ancora dei momenti in cui vorrei tirare la coperta fino alle doppie punte dei capelli e non venir più via. Ovviamente qualcosa rimane sempre scoperto, l'area della lana tessuta non basta mai, c'è sempre una Penelope che la accorcia in notturna e una volta sono i piedi che rimangono al freddo, un'altra sono le chiappe. Le mie chiappe che ormai vanno sempre più assomigliando ad una pesca in avanzato stato di decomposizione. L'Amore? C'è, ed è sempre lo stesso. In quest'ultimo periodo poi, causa il già citato influsso astrale derivante da una posizione di Venere discinta e un passaggio di Marte piuttosto prepotente, esso si tinge di nuove sfumature. Oh, cara, com'è difficile far quadrare le stelle! Esse non raggiungono mai una adeguata posizione e qualora lo facessero questa non sarebbe stabile che per pochi attimi. Così, fra salite impervie e discese dismisurali si consuma come rollercoster il mio andamento e l'affondare appare piuttosto una facile fuga rispetto al veleggiare nel fatale andare. Ci sono dei momenti, anche, in cui ti penso col nostro Martini al bar del Ritz, dove andavamo per sgrufare le patatine e le noccioline gratis insieme a Lowell. E se bastasse solo seguire una facile via di paranoia, sigillare con lo scotch gli spifferi della cucina, appoggiare la testa su un tovagliolo ricamato all'interno del microonde e premere INVIO? Momenti come questo accadono di continuo (sono sempre accaduti): ciò che mi spaventa è che l'hardisk della memoria non è mai completamente cancellabile, anzi: tracce di transazioni bancarie internazionali, numeri di carte di credito, file .doc pieni di versi e siti di foto porno possono essere ritrovati anche dopo numerosi tentativi di manomissione. Ho l'impressione di aver già detto che non ho nulla a che spartire con Harry Potter. Anzi, spesso sogno di costringere il moccioso ad inginocchiarsi, potergli vergar la schiena con la bacchetta magica un centinaio di volte, infilargli la scopa dove dico io e ordinargli di succhiare i miei poteri occulti. Fossi almeno così fetish come un eroe dei cartoon fantasy! Nerboruto e muscoloso principe Adam dalla stretta calzamaglia che a dorso di tigre impugna la sua spada e innalzandola davanti al Castello dei Teschio grigio attua la sua metamorfosi da checca rosa in supereroe con catena pettorale gridando con un vocione stile Pappalardo: "PEOPLE HAVE THE POWER"...
Lunedì. Il treno che porta Charles B. in città ha un’ora di ritardo. Ma io attendo con gioia il poeta fumatore, memore dei giorni spesi con lui altrove, in un altro tempo. So che l’attesa val bene l’incontro. In quell’ora assisto girovagando per i locali della stazione ad un delirio cosmico di stampo epico lirico: un centinaio di militari in partenza o ritorno dal fronte sfilano in parata inneggiando alla forza vicente della squadra di calcio locale, un paio di shampiste bionde li seguono sbaciucchianti, due anticlericali che hanno fatta propria l’arte della bestemmia mi salutano invitandomi ad interpretare l’infante Gesù in una versione tecnotrash della Natività, un paio di Amish con strana tuba colorata e sacca in spalla predicano il loro silenzio guardandomi ferocemente, una signora senzatetto che vive in stazione nota la mia avida lettura di “Visto” con Lory del Santo in copertina e mi vende il giornale dei clochard del quartiere: assomiglia così intensamente a mia nonna che non posso fare a meno di pagarglielo il doppio del prezzo richiesto. Non dormo da 48 ore, sono saturo di tè, caffè, guaranà, mate. Ci fosse Lapo, ne abuserei la merce. Ma una strana eccitazione s’impadronisce di me quando la locomotiva si palesa al binario: è lui, Charles B. alto e rubizzo, la sua faccia da bambino cresciuto incornicia l’azzurro dei suoi occhi. Deliriamo amabilmente come due vecchie damine ottocentesche sui piccoli miracoli dei viaggi…///… All’interno della chiesa dove dormono in pace i sodomiti, miriamo insieme la mirabile struttura artistica della perfetta cattedrale. In quel momento non so ancora di essere pronto a leggere i poeti romantici inglesi come si trattasse del numero seicentosessantasei di Topolino…///… Te, me, il tè: ma l’avresti mai detto, gioia, che questa civetta notturna un giorno avrebbe avuto pulcini dentro al nido? E le uova? E quante dozzine? E se adessero fossero pronte per la schiusa? Schiusami se ho peccato in passato. Fu un lapsus, una mnemonica incertezza…///… e mio padre mi teneva fra le sue possenti mani alzandomi alla luce del sole quando io, suo figlio, ne avvertii la bocca all’altezza del mio pene…///… Siamo tutti figli o padrei di qualcosa, no? …///… -Ho smesso di fumare. Vivrò un anno di più. Ma in quell’anno potrò fumare? – (M.L. Spaziani)…///… C’è una Rusalky che ritorna dal suo viaggio con un litro di plasma fresco fresco. C’è Ale che è ingrassato ma vorrei averlo come fratello minore. Lui mi considera già suo fratello minorato. C’è Tom che non gli ho mai detto grazie per quella famosa volta. C’è il mio fidanzato, ma solo spiritualmente (lo porto sempre con me in lillipuzziana scatoletta). C’è Mauro che sulle porte della prima chiesa cittadina studia ininterrottamente da anni…///… Sapete una cosa, gente? C’è che alla fine son proprio contento che ci siate o sarete o siate stati. Anche a voi una gratitudine inconfessabile…///… Alle sedici e quarantasei minuti di martedì mi sento come Madonna dopo un’incetta di Mtv Video Music Awards: eppure ho solo ascoltato, imparato, ho dato, ho speso per cinque minuti di pace (ma non per me, giuro, non erano per me!)…/// Waiting for you come baby night and day...I’m hanging up on you...///… Non avrò pace finchè non ti saprò sul giusto treno, al binario esatto, nella città da cui devi partire, verso la città in cui devi arrivare…///…Ma si, in libera uscita dal sepolcro, in fondo cosa c’è di male? Ma questa, forse è una resurrezione? E se così fosse, sareste così gentili da prendere del mio corpo la parte più vicina alla vostra mano, spezzarne la carne e mangiarla in abbondanza? No, è che, nel caso dovessi morire domani, preferirei fare le cosine a modo. E mi raccomando: se avete voglia del salato, la fettunta. Se invece preferite il dolce io consiglio una cotognata. Ma un’ostia con la Nutella va sempre bene…///…E molte altre cose furono fatte e dette e pensate e scritte, ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta...