
Durante i primi anni '80 mia zia era conosciuta in città come la sosia di Siouxsie Sioux dei Banshees. Pesantemente truccata come cleopatra, immancabilmente vestita di nero, mi accompagnava all'asilo e i miei compagni mi chiamavano "il bambino che viene con la strega". Giocavo con i suoi braccialetti neri di caucciù e con i suoi crocefissi rovesciati. In classe non riuscivo a capire perchè la croce di legno fosse messa nel verso sbagliato. Mia zia torna dalla cucina con due bicchieri di estathè ghiacciato. Come mai mi abbia mandato un sms con su scritto "passa da me dopo pranzo, puoi?" è un mistero. Mia zia adesso si trucca meno ed ha i capelli ben pettinati. Lavora come critico d'arte per un ente privato. Una volta siamo andati insieme ad una mostra e in macchina abbiamo cantato insieme Enjoy the silence che davano alla radio. A Natale le ho regalato una collanina placcata argento con file di teschi miniaturizzati. Lei uno zaino dell'Isola dei famosi. E' per questo che rimango di stucco quando mi dice: "Marco, io credo che tu abbia un problema con la droga". "Eddai, zia, per un paio di canne...!". Lei mi guarda. Detesto quello sguardo. E' lo stesso sguardo che usava quando minacciava di mettermi in castigo, da bambino. "Non mi riferisco affatto allo spipettare maria. E' una cosa normale. Dico solo che temo tu abbia iniziato a farlo solo per fini edonistici". E' partita. Non la sopporto quando fa così. Si alza, va allo stereo, mette un vinile dei Depeche Mode. Enjoy The Silence, ovvio. E' sempre lei. "E quindi, secondo te cosa dovrei fare?". "Marco, tu hai talento ma non sai sfruttarlo. Sono quasi dieci anni che scrivi e guarda: ci hai guadagnato qualcosa? E non osare ripetermi che tu sei un anticapitalista, lo sono anch'io, signorino. E se ti sto parlando è perchè ho intenzione di spronarti a fare qualcosa di più produttivo. Mi sento infinitamente piccolo su quella poltrona. "Di là trovi un blocco di carta gialla della Mead, la tua marca preferita e dieci penne di quelle che non fanno venire i calli alle mani. Adesso io parto per la Sardegna, vado in barca con lo Steve, mi aspetto che al mio ritorno tu abbia almeno terminato una bozza di un ROMANZO DECENTE, altrimenti per Natale ti regalerò un libro di Liala". Words like violence, break the silence. E' ora, mi dico, è ora di disseppellire quel vecchio quadernino tutto scritto in quei dieci meravigliosi giorni ad Amsterdam, tre anni fa. E scrivere. La storia c'è. La trama quasi. La zia lo vuole.