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28/08/2006

La pineta di via Zara - Viareggio

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Questa l'ho scritta io. Si tratta di un'email che ho inviato alla sezione Viareggina di un quotidiano in Versilia molto popolare chiamato IL TIRRENO (famoso perchè pubblica orrendi necrologi con tanto di foto). Che accade? Vengo in Versilia da quando avevo 8 anni. Sono vent'anni ormai. Da piccolo avevo degli amichetti (figli dei colleghi di mio padre, negli anni '80 la Versilia era una succursale degli affaristi senza scrupolo che in estate continuavano i loro loschi affari sotto l'ombrellone), andavamo la sera, dopo cena, in passeggiata, in bicicletta, alla sala giochi vicino al bagno Nettuno (oggi smantellata, come tutta la mia infanzia ormai). Numerose le ammonizioni. "Mi raccomando, quando tornate non passate dalla pineta!" Ovviamente noi ci passavamo sempre, immancabilmente. In anni e anni di corse in bicicletta per la pineta ancora non illuminata non c'è mai successo niente. Ci dicevano che c'era il fantasma di un bambino morto, per spaventarci. Credo fosse un riferimento squallido a Ermanno Lavorini. Noi pedalavamo piano per cercare di vederlo. E non abbiamo mai visto nessuno. Nessuno, dico, di quelli che all'epoca erano stigmatizzati e condannati come "omosessuali" (nb. non era più una malattia dal 1976 ma in questo buco di mondo fascista chiamato Viareggio non se ne sono accorti, mai). Accade, stando al suddetto quotidiano, che i miei vicini di casa, gli abitanti di via Zara, si siano improvvisamente accorti che in questo tratto di pineta la notte "c'è un giro strano". Io lo sapevo. Da anni. Ho amici che "vanno a cazzi in pineta" regolarmente. Cosa c'è di tanto strano in un gruppo di uomini che fanno sesso occasionale trai cespugli non saprei. Succede dovunque. C'è chi lo trova eccitante. Io sinceramente lo trovo scomodo. Non riesco a farlo neanche in macchina. Ho bisogno minimo di un letto e di un bidet. Figuriamoci poi se mi metto a far sesso in pineta, tanto varrebbe andare in una darkroom, che, oltretutto, si può usare anche quando piove e in genere c'è il bar. Lo stato della pineta di via Zara è stato caotico fino a questo inverno. Nè lampioni nè panchine. Stato d'abbandono in piena cittadina. Fino agli anni 60 questa zona era una pineta sterminata. Qualcuno però, con la nuova amministrazione comunale (sedicente sinistra), ha pensato bene di porvi rimedio. Adesso ci sono i lampioni. E qualcuno, dopo il disboscamento, s'è accorto che c'è chi ci fa sesso. Suppongo siano invidiosi. Qualcuno, evidentemente non affetto da miopia, sostiene a spada tratta che in pineta vi siano "bambini  rumeni di dodici anni che si prostituiscono". Wow. Per una simile affermazione serve: a) un passaporto con la nazionalità b) un incontro ravvicinato (molto ravvicinato): come si fa a stabilire l'età e la nazionalità guardando indignati dalla finestra? Ovvio, la prostituzione minorile è un problema. Ma siamo sicuri che sia il solo problema di via Zara? Ci passo tutte le sere: quelli non sono minorenni. Alti uno e ottanta e ben piazzati, se fossero veramente sfruttati avrebbero la stazza per ribellarsi. Devo credere che chi li sfrutta sia capace di mesmerizzarli? Non li definirei bambini. Ma Il TIRRENO grida allo scandalo. Fomenta i lettori e alimenta l'indignazione. Non mi toccherebbe pù di tanto se non fosse che in questo quartierino cresce l'omofobia. (che "non appartiene" alla loro "cultura": da quando l'odio razziale è considerato cultura?) Hanno seviziato il mio gatto e l'altro giorno, mentre andavo a comprare il latte, una signora agèe mi ha guardato e ha storto la bocca chiamandomi "pervertito". Perchè ho un compagno, ovvio, (peraltro piacente e carino) e lei no, deve essere vedova o zitella (se mi leggi, stronza: sei una repressa). Perchè sono giovane e lei no. Se la ribecco a prendere il latte la spalmo di formaggino Mio e l'affogo nel siero della mozzarella. Dunque, per evitare il traffico illecito di corpi consenzienti, in questa zona, l'amministrazione comunale è ricorsa ad un mercatino con teatro di marionette. Una notte bianca. Una cosa pessima con l'installazione orrenda di uccelloni di compensato. "Salviamo i bambini!": da quando siete così caritatevoli, vicini di casa che quando vi chiedo una tazza di zucchero non ce l'avete mai? Ma non basta. C'è un signore ormai fisso su una delle panchine da picnic della pineta che tutto il giorno batte con la sua vecchia macchina da scrivere articoli in cui si vanta di intervistare i pervertiti del posto (ma lui ci prova gusto? Gli piace fare un salto nel wild side? Sei una sorella anche tu, baffetto da sparviero?) Ci sono questi marchettari che non sono mai stati marchettari. Sono ladruncoli, tutto qui. Qui il sesso non c'entra affatto. Funziona così: il porcone di turno chiede il prezzo, concordano, si appartano, lo bloccano in tre e gli fregano il portafoglio. Sicuri che nessuno andrà mai a denunciare un furto dichiarando di essere andato "a cazzi" in pineta. Quest'estate sono riusciti a bloccare il tratto di strada che mi permette di accedere a casa mia. Stop, non si passa più. Dalle dieci di sera alle sei del mattino, chi transita qui deve essere munito di documenti. Ma vi pare? Secondo voi io per uscire a comprare le sigarette mi porto dietro il passaporto? Adesso sono bloccato qui dentro. Dalle dieci alle sei m'è impossibile uscire. Sequestrato dall'amministrazione comunale. Rinchiuso nel quartiere omofobico. Senza via d'uscita. Quasi quasi mi prostituisco anch'io, almeno potrei avere la speranza di una pensione dignitosa quando sarò rugoso e sfatto come la vecchiaccia maledetta della latteria. E la gentaglia aumenta, è pieno di poliziotti. Che fermano tutti. E i giornalisti, lì, a prendere nomi e cognomi. Leggere il Tirreno oggi è come scorrere l'orrendo bollettino dei peccati di paese. Con commenti cmpiaciuti degli scribacchini: "Siamo bravi a dirvelo, eh?" Dall'anno prossimo a Riccione.

postato da: atarax7 alle ore 07:22 | link | commenti (35)
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05/08/2006

NEWS

Foto0031A  In questo mese sono tornato ad abitare nella magione versiliese. La casa dove era ambientata la mia prima polluzione notturna (sulla lavatrice, sesso orale con ragazzo dotato di zainetto). Questa casa adesso sgombra da fastidioso parentado. Questa casa in cui appena tre anni fa organizzavo meticolosamente incontri basati su sesso, bugie e cocaina (sì, c'erano anche i videotape). In questo mese ho tradotto sessanta pagine in meno di otto giorni (record maximo). Ho scritto una decina di sonetti. Ho stabilito un nuovo primato di veglia (49 ore consecutive con brevi tentativi di pisolino notturno e senza l'ausilio di farmaci psicoattivi. Ho iniziato quello che mia zia sostiene essere un romanzo (ma a settembre, chissà, forse si renderà conto che sono negato per la prosa). Questo mese ho fatto nuove conoscenze, ho comprato un paio di mutande con sopra, stampate, pasticche colorate, un cappellino con la scritta “You Need Jesus”, ho letto tre volte “Povera Juliet” di Alfredo Giuliani, ho fatto amicizia con l'ottuagenaria vicina di ombrellone lontana discendente di Puccini che ostenta topless dotato di impianti al silicone ormai stremati dalla gravità e tanga timido trai ruderi. Sono stato tre volte a vedere le drag queens a Torre del Lago, sono stato a cena con la poetessa oggetto dei miei studi filologici e fenomenologici, ho imparato ad usare l'iPod (quello vero della Apple, regalo del 27esimo), questo mese mi sono sentito vecchio, questo mese Puccio s'è astenuto dal chiamarmi, questo mese ho vissuto bene anche senza il mio freudiano strizzacervelli, sono andato di corpo regolarmente quasi tutti i giorni, causa malattia del fidanzato ho fatto meno sesso del previsto, ho scaricato la discografia intera dei Placebo e ho pensato, questo mese, che Brian Molko stava meglio quando aveva la frangetta, ho discusso d'arte e d'avanguardia bevendo mojito ai bordi di una piscina d'acqua salata con le migliori menti della mia generazione ancora non distrutte da pazzia completamente, questo mese ho lavorato ho studiato ho scritto e fritto e cucinato le telline, questo mese ho fatto spese su internet (ma rimanendo stranamente sotto i limiti previsti dalla banca), questo mese ho scritto una canzone in endecasillabi e una recensione ai libri di GemmaG e di Orsarossa. Questo mese, mentre Piccarda sceglieva un film cagoso dal Blockbuster, mi sono accorto che il cassiere mi guardava e ci provava. Ma io ho lasciato intendere che sono occupato. Molto occupato, direi.

[Come consuetudine estiva, col primo post d'agosto l'attività di questo blog e del relativo blogger si interrompe per pausa vacanziera. Lasciate pure commenti, tanto prima o poi risorgo nella rete. E comunque a settembre sarò su piazza nuovamente. Baci a tutti, buona estate]

postato da: atarax7 alle ore 08:47 | link | commenti (20)
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