Da oggi questo spazio torna ad essere ciò che avrebbe dovuto essere in prima istanza, quando lo aprii: un blog. Chi ha avuto la pazienza di seguirlo durante gli anni, ha assistito ad una serie di sperimentazioni stravaganti sul concetto di media mixato col pretesto (pretestuoso) dell'arte espressiva. Si sperimenta, si sa, con la vita, più che con le parole. E chi scrive sente che la sperimentazione ha dato i suoi frutti.
Quando nel luglio 2003 ho aperto Atarax7 avevo in mente di saggiare in prima persona le possibilità espressive del diario online: col tempo mi sono accorto che ciò era pressochè impossibile. Non può darsi "diario" che non sia privato. Ecco allora che il mezzo deve ritrovare una propria definizione. Fermo restando che ognuno è libero di scrivere cosa gli pare e come gli pare, ho la netta sensazione di aver esposto troppo di me, in questo gnessunluogo virtuale. E, soprattutto, ho l'impressione di non essere riuscito a mantenere il confine tra scrittura ed esistenza. Perchè questo confine c'è. E va rispettato, altrimenti si corre il rischio di diventare la soap opera di sè stessi. Ciò non sarebbe esecrabile di per sè, ovvio, ma se questo fosse l'intento farei molto prima a puntare una webcam sulla mia stanza e tenerla accesa 24 ore su 24. Ed è ciò che non voglio fare.
Ora, è risaputo che c'è un appassionato di soap operas in tutti noi: per la cronaca sento di dover precisare che la relazione che sembrava finita nel post precedente è ripresa circa 24 ore la scrittura del suddetto. E abbiamo trascorso un agosto tranquillo, se non addirittura sereno. E questa è l'ultima volta che parlo delle mie relazioni sentimentali in un blog: se qualcuno volesse sapere ulteriori dettagli è pregato di comprarsi i miei libri (quelli già scritti e quelli che - spero - scriverò e in qualche modo farò uscire.
Parlando del mio lavoro: ho un contratto per un libro che uscirà entro l'anno. Negli ultimi due mesi ho iniziato a sperimentare col media video, chiedendo ad alcuni colleghi di registrare alcune letture trash casalinghe dei miei testi che usciranno prossimamente in volume (e forse anche in versione podcast). A questo, mi auguro, servirà il presente spazio d'ora in poi. Questo blog è collegato al mio sito, www.marcosimonelli.net e come tale ne è subalterno.
Il resto (attacchi, acciacchi, raffreddori, malumori, amori, smarrimenti, tradimenti, fermenti e fomenti, sfinimenti, svenimenti, raffreddamenti, riscaldamenti e storie personali singolari plurali collettive orgiastiche fantastiche o fantasiose che siano) è materia da tesaurizzare, rielaborare ed esprimere altrove.
Concludendo: mi scuso se non sono riuscito ultimamente a tenere il passo coi commenti. Colgo l'occasione per ringraziare Lady Tramp, Orsarossa, Lefty e Stufa (che è una vecchia volpe). Baci